Multimedia

Nuova programmazione regionale: in Emilia-Romagna 3% del Pil alla ricerca Nuova programmazione regionale: in Emilia-Romagna 3% del Pil alla ricerca

L’Emilia-Romagna spende più della media italiana in ricerca, ma la sfida futura è quella di essere in linea con i migliori standard internazionali. L’obiettivo è raggiungere il 3% del Pil in spesa per la ricerca grazie alla nuova programmazione regionale, che potrà fare affidamento anche sul Programma regionale attività produttive (PRAP) e sul Programma regionale per la ricerca industriale, l'innovazione e il trasferimento tecnologico (Prriitt). Programmi in fase di elaborazione, che sono stati al centro di un evento a Ecomondo con l’obiettivo di coinvolgere i partner nel percorso verso l’approvazione. Gli investimenti in ricerca supporteranno anche le grandi transizioni: quella ecologica e quella digitale. Ne abbiamo parlato con l’assessore regionale alla ricerca, Paola Salomoni, e con il direttore di Art-ER, Roberto Righetti.

Competenze e profili per lavorare nella Data Valley Competenze e profili per lavorare nella Data Valley

La Regione Emilia-Romagna ha fatto un grande investimento sulla Data Valley, per sviluppare una filiera economica basata su Big data e Intelligenza artificiale. Ma le macchine non bastano, servono persone con competenze specialistiche. Quali sono le figure richieste? La Regione, con Anpal Servizi, ha promosso una ricerca per mappare e individuare le competenze e i profili professionali che saranno più richiesti. Ce ne parla Maurizio Sorcioni, data science manager di Anpal Servizi.

Data Valley:dai supercomputer alle risorse umane Data Valley:dai supercomputer alle risorse umane

Infrastrutture, laboratori, supercomputer e supercalcolatori ma la Data Valley si completa solo con l’investimento nelle risorse umane. Per diffondere la tecnologia dei big data e le applicazioni dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese, nella comunità e nella pubblica amministrazione, servono le competenze. Un processo valorizzazione su cui sta investendo la Regione Emilia-Romagna. Ce ne parla l’assessore allo Sviluppo economico Vincenzo Colla.

Emilia-Romagna, una regione che coopera Emilia-Romagna,  una regione che coopera

I numeri del terzo rapporto della cooperazione 2020/2021 confermano la solidità del mutualismo in Emilia-Romagna. Le cooperative del territorio generano quasi il 30% del fatturato del settore nazionale. Oltre i numeri ci sono i riflessi sociali, grazie al forte rapporto con le comunità. I commenti di Guido Caselli, Vice Segretario Generale Unioncamere Emilia-Romagna e Francesco Milza, presidente dell’Alleanza delle Cooperative dell’Emilia-Romagna, intervenuti alla quinta conferenza regionale della Cooperazione

La cooperazione a supporto delle transizioni La cooperazione a supporto delle transizioni

Più di 4.500 cooperative con 235 mila addetti, il 13,5% dell’occupazione emiliano-romagnola, e 33,7 miliardi di giro d’affari ( il 30% del fatturato del settore in Italia). Sono i numeri della cooperazione in Emilia-Romagna contenuti nel 3° Rapporto biennale sulla Cooperazione 2020-2021, presentato alla quinta conferenza regionale della cooperazione. Per Vincenzo Colla, assessore regionale allo Sviluppo economico, e Anna Ascani, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economicom il mutualismo può dare un contributo importante alla gestione delle transizioni in atto.

Infografica nuovo bando Irap Infografica nuovo bando Irap

La Regione sostiene le attività economiche presenti nei territori montani e nelle aree progetto del basso ferrarese

Azioni sul documento

pubblicato il 2011/05/26 09:08:00 GMT+1 ultima modifica 2022-01-10T11:19:25+01:00

Valuta il sito

Non hai trovato quello che cerchi ?

Piè di pagina