Introduzione
Ricerca, innovazione, competenze e alta capacità di trattenere attività industriali ad alto valore aggiunto. Sono gli indicatori che misurano la competitività dei sistemi economici e le prerogative per rafforzare l'attrattività internazionale. Se ne è discusso giovedì 2 luglio a Roma durante l'Annual Meeting di Confindustria sugli investimenti esteri, dove è intervenuto anche il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale.
“La competizione tra territori - afferma il presidente de Pascale - non si gioca più soltanto sulla disponibilità di aree produttive o sulla presenza di incentivi economici. Oggi a fare la differenza è la capacità di costruire ecosistemi nei quali ricerca, formazione, innovazione e impresa lavorano insieme. È questa la scelta che l'Emilia-Romagna ha compiuto e che intendiamo continuare a rafforzare, perché un investimento produce valore e crescita per il territorio quando genera conoscenza, occupazione qualificata e capacità di innovazione. Ed è questa la qualità degli investimenti che vogliamo attrarre: quella che sviluppa competenze, consolida le filiere produttive e diffonde innovazione. La forza del nostro modello nasce dalla capacità di mettere in rete università, centri di ricerca, imprese, alta formazione e istituzioni, creando un sistema capace di affrontare insieme le grandi trasformazioni industriali e tecnologiche. È questa integrazione che rende un territorio più competitivo e più preparato alle sfide del futuro”.
Nell'evoluzione della competizione globale, le politiche industriali si sono progressivamente ampliate. Oltre all'attrazione di nuovi capitali, assumono un ruolo centrale il trasferimento tecnologico, il sostegno alla ricerca, la formazione avanzata e il rafforzamento delle filiere.
Il contesto
Per ridurre la distanza tra formazione e impresa, anticipando i fabbisogni produttivi, il modello emiliano-romagnolo si fonda sul Patto per il Lavoro e per il Clima e sulla collaborazione tra istituzioni, imprese, parti sociali e l'ecosistema dell'innovazione (composto dalla Rete alta tecnologia, la Rete dei Tecnopoli, il Clust-ER, le università, l'Its Academy e la società in house Art-ER). Un sistema integrato grazie al quale l'Emilia-Romagna è ai vertici nazionali per intensità di ricerca, brevetti europei e occupazione nel manifatturiero high-tech, risultando la prima regione italiana nel Regional innovation scoreboard della Commissione europea.
Le persone
Oltre agli investimenti, è la disponibilità di capitale umano qualificato ad essere diventato fondamentale. Anche in Emilia-Romagna, nonostante un tasso di occupazione tra i più elevati del Paese, cresce la difficoltà delle imprese nel reperire figure specializzate. Nel 2025, su quasi 495mila assunzioni programmate, ben il 50,4% delle posizioni (rispetto al 24,4% del 2017) è risultato di difficile reperimento, in particolare nei settori tecnici, scientifici e della manifattura avanzata.
“Le imprese - prosegue de Pascale - scelgono sempre di più territori nei quali trovano persone preparate, università, ricerca applicata, filiere produttive solide e una pubblica amministrazione capace di accompagnare i processi di innovazione. Questo significa che la politica industriale non può più limitarsi a creare condizioni favorevoli agli investimenti. Deve costruire un ecosistema nel quale formazione, ricerca, innovazione e sistema produttivo crescano insieme. Perché oggi il capitale finanziario segue sempre più spesso il capitale umano, e non il contrario”.
Per questo la Regione ha potenziato la formazione terziaria, l'alta specializzazione e l'attrazione dei talenti. Un esempio è il sistema degli Its Academy (7 Fondazioni, 80 percorsi e 2.500 imprese coinvolte), dove la formazione in azienda copre fino al 40% del percorso e l'occupazione post-diploma supera l'80% entro un anno.
La stessa logica di allineamento tra offerta formativa e bisogni aziendali guida Muner (Motorvehicle University of Emilia-Romagna, nata con i quattro atenei regionali e 21 brand dell'automotive tra cui Ferrari, Lamborghini e Ducati) e Food-ER per l'agroalimentare. A consolidare la strategia, poi, le leggi regionali per la promozione degli investimenti e per l'attrazione dei talenti, due strumenti sinergici volti a radicare sul territorio le attività produttive offrendo competenze, ricerca e un'alta qualità dei servizi.
Gli investimenti
Il modello si concretizza negli Accordi regionali di insediamento e sviluppo (Aris), partenariati pubblico-privati che vincolano i contributi pubblici a precisi obiettivi di qualità: R&S, occupazione stabile, sinergie con la ricerca e integrazione con la Strategia di specializzazione intelligente (S3).
Tra il 2016 e il 2023, gli otto bandi legati alla legge regionale sugli investimenti hanno finanziato 99 programmi di 60 imprese con 112 milioni di euro di contributi regionali (a fronte di 304 milioni di investimenti ammessi), attivando complessivamente 5,8 miliardi di euro di investimenti privati concentrati in R&S e generando circa 9.000 nuovi posti di lavoro. Una valutazione d'impatto ha confermato che la misura ha innalzato il livello tecnologico non solo dei grandi gruppi, ma di tutte le piccole e medie imprese dell'indotto locale.
“L'Europa attraversa una stagione nella quale la competizione economica si gioca sempre più sulla capacità di produrre conoscenza. Per questo investire in ricerca, innovazione e capitale umano non è una scelta settoriale, ma una delle principali scelte di politica economica che abbiamo davanti. È da qui che passa la possibilità di creare lavoro di qualità, aumentare la produttività e rafforzare la competitività dei nostri territori. Le Regioni hanno una responsabilità importante in questo percorso, perché è nei territori che si costruiscono gli ecosistemi dell'innovazione e si creano le condizioni per attrarre investimenti di qualità. L'Emilia-Romagna - conclude de Pascale -continuerà a investire su questo modello, rafforzando il legame tra imprese, università, ricerca e formazione, perché oggi sostenere il capitale umano significa creare le condizioni per una crescita stabile, competitiva e duratura”.
Ultimo aggiornamento: 02-07-2026, 15:27
