Laboratori territoriali: otto progetti per innovazione e sostenibilità
Otto progetti dei Laboratori territoriali per l’innovazione e la sostenibilità delle imprese hanno contribuito all’attuazione delle strategie regionali per l’Agenda 2030 e del Patto per il Lavoro e il Clima.
Si tratta di progetti realizzati da Enti locali dell’Emilia-Romagna, assieme a partner tecnici come i Clust-ER e Centri per l’innovazione della Rete alta tecnologia, finanziati dalla Regione per il biennio 2024-25 con un investimento di oltre 640mila euro che ha consentito di finanziare, con un contributo del 100% delle spese previste, fino a un massimo di 40mila euro annui per progetto.
I laboratori sono stati attivati dal Comune di San Mauro Pascoli (Fc), dalla Camera di Commercio della Romagna Forlì-Cesena e Rimini, dal Comune di Cesena, dall’Unione Terre D’Argine nel modenese, dalla Città Metropolitana di Bologna, dal Comune di Calderara di Reno (Bo), dal Comune di Ravenna e dal Comune di Mirandola (Mo). Sono state coinvolte 158 imprese, 52 altri partner e altrettanti eventi di diffusione e workshop sono stati inoltre organizzati. Da questa esperienza sono state avviate ulteriori 22 iniziative progettuali.
"L’esperienza dei laboratori territoriali si è rivelata molto positiva per il sostegno alla competitività e alla sostenibilità del sistema economico regionale", afferma il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico Vincenzo Colla. "Si sono sviluppati approcci collaborativi e multilivello tra istituzioni, imprese, enti di ricerca e altri attori. Gli enti promotori hanno valorizzato la conoscenza dei territori e dei bisogni, mentre i partner tecnici hanno facilitato i processi di innovazione e connessione tra soggetti diversi. Gli studi di fattibilità e la creazione di reti relazionali hanno aperto la strada a nuove progettualità, generando un effetto moltiplicatore delle risorse".
Le iniziative si sono basate su percorsi di innovazione partecipata, con le imprese come protagoniste, capaci di generare valore condiviso e di favorire la co-progettazione di esperienze pilota replicabili, integrando la sostenibilità economica, sociale e ambientale anche all’interno di specifiche filiere produttive.
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