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Introduzione

Per rafforzare la filiera agroalimentare regionale e rilanciare uno dei marchi storici del Made in Italy con un nuovo polo produttivo sostenibile a Masone, nel territorio reggiano, Ferrarini Lab Srl mette in campo un investimento da quasi 100 milioni di euro. Il programma di sviluppo, presentato dalla società del Gruppo Pini nata nell'ambito del progetto di acquisizione e rilancio del marchio Ferrarini, risulta coerente con gli obiettivi della programmazione regionale e con le finalità del Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale, ed è per questo stato candidato al Contratto di sviluppo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per l'accesso alle agevolazioni previste. 

La Regione Emilia-Romagna, infatti, chiamata a esprimere il proprio parere sulla coerenza dell'iniziativa con la programmazione regionale, ha dato una valutazione favorevole, trasmettendola ufficialmente a Invitalia, soggetto gestore della procedura.

"Una scelta industriale di grande valore per l'Emilia-Romagna - sottolinea il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico Vincenzo Colla incontrando i vertici dell’azienda - che rafforza la capacità di competere sui mercati internazionali. Il progetto coniuga innovazione, sostenibilità e qualità del lavoro, recuperando un'area produttiva dismessa e preservando competenze industriali che costituiscono un patrimonio del territorio. È un intervento- chiude il vicepresidente- pienamente coerente con la strategia regionale che punta ad attrarre investimenti capaci di generare sviluppo, occupazione qualificata e maggiore competitività".

Il piano di sviluppo  

Complessivamente, l’investimento ammonta a 99,9 milioni di euro e prevede la realizzazione di un nuovo stabilimento dedicato alla trasformazione delle carni e alla produzione di prosciutti cotti, arrosti, bacon, affettati e nuove linee di prodotto. Il nuovo sito consentirà di concentrare e ammodernare le attività oggi svolte nello storico stabilimento di Rivaltella, attraverso un impianto tecnologicamente avanzato e fortemente integrato con la filiera agroalimentare regionale.

Ne conseguono importanti ricadute occupazionali, garantendo la salvaguardia dei circa 145 lavoratrici e lavoratori attualmente impiegati nel sito di Rivaltella e portando l'organico complessivo a circa 159 addetti a regime, preservando le competenze specialistiche e consolidando l’occupazione sul territorio regionale.

Proprio in questo senso, per la Regione, l’iniziativa rientra negli obiettivi di internazionalizzazione delle filiere agroalimentari e competitività delle produzioni regionali. Oltre che nelle strategie di rigenerazione delle aree produttive, transizione energetica e innovazione.

Il nuovo stabilimento 

Il nuovo stabilimento sorgerà attraverso la riqualificazione di un'area industriale dismessa da oltre dieci anni, con interventi di demolizione e ricostruzione improntati ai più elevati standard ambientali ed energetici. Il progetto prevede un impianto di trigenerazione che ottimizza i processi di conversione energetica, raggiungendo livelli di efficienza impensabili nei sistemi convenzionali e produce energia elettrica, termica e frigorifera.

Sarà poi realizzato un impianto fotovoltaico con una produzione stimata di circa 1.500 MWh annui destinati prevalentemente all'autoconsumo, sistemi di recupero del calore, frigoriferi ad alta efficienza e tecnologie avanzate per il monitoraggio e l'ottimizzazione dei consumi energetici.

Il piano industriale consentirà di incrementare la capacità produttiva fino a circa 18 mila tonnellate annue e di sostenere la crescita del fatturato attraverso l'ampliamento della gamma dei prodotti, il rafforzamento delle esportazioni e lo sviluppo di nuovi mercati, in particolare nell'Unione europea e nel Nord America.

Ultimo aggiornamento: 04-08-2026, 09:41