Crisi Inalca, accordo al tavolo regionale: ritirati i licenziamenti
Trovato l’accordo al tavolo regionale per la crisi dell’Inalca. La proprietà ha ritirato la richiesta di licenziamento collettivo per i lavoratori dello stabilimento di Reggio Emilia distrutto nel maxi-rogo del febbraio 2025, mentre viene prorogata di 6 mesi la cassa integrazione straordinaria.
A quasi un anno dall’incendio che ha devastato l’enorme complesso di lavorazione carni reggiano, l’azienda, parte del gruppo modenese Cremonini, aveva annunciato il licenziamento di quasi tutti i 164 operatori.
L’accordo al termine dei lavori del tavolo di salvaguardia occupazionale convocato in Regione dall’assessore al Lavoro, Giovanni Paglia prevede invece la proroga della cassa integrazione fino al 9 agosto 2026. Questa richiesta sarà inviata al ministero del Lavoro in base all’accordo-quadro sottoscritto da Inalca, con i sindacati confederali e da Federprima e Confindustria Emilia. Nell’accordo vengono confermate anche le misure di sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori che nei mesi scorsi avevano accettato l’allocazione presso altri stabilimenti Inalca, principalmente a Piacenza e Castelnuovo Rangone (Mo).
"L’accordo rappresenta una tutela per 165 lavoratrici e lavoratori, per i quali è scongiurato il licenziamento", afferma l’assessore Paglia. "L’accordo di oggi è frutto anche della disponibilità al confronto tra proprietà e sindacati. Come Regione assicuriamo la massima disponibilità ad affiancare le parti nella ricerca di una soluzione positiva".