L'edilizia diventa green con le ricerche dei tecnopoli

La rete regionale è coinvolta nell’innovazione del settore: dalla tutela del patrimonio culturale ai materiali da costruzione sostenibili

Il sistema dell’edilizia e delle costruzioni è molto rilevante nell’economia regionale, comprendendo settori produttivi tra loro complementari come la produzione di materiali, progettazione, qualificazione e costruzione di edifici, ma anche l'industria di macchinari necessari a tali attività. Su tutti, il comparto della ceramica, evoluzione dei principali distretti storici della regione, ha raggiunto livelli di competitività a livello globale: oggi infatti in Emilia-Romagna si concentra il 13% della produzione mondiale di ceramica e oltre il 40% di quella europea e l’export emiliano romagnolo costituisce più dell’80% del totale italiano.

In questo contesto la strategia S3 2021-2027 fornisce un orientamento fondamentale per la ricerca e l’innovazione: sono infatti 485 i progetti finanziati, 196 i brevetti europei ottenuti da aziende con sede in Emilia-Romagna, 200 i ricercatori assunti, 678 gli assegni di ricerca avviati e 119 le startup innovative in questo settore.

Il ruolo della rete dei tecnopoli: tre progetti 

Anche la rete dei tecnopoli è coinvolta nella ricerca e nell’innovazione del settore dell’edilizia e delle costruzioni, con diversi progetti, dalla tutela del patrimonio edilizio culturale, alla rivoluzione green del materiale da costruzione, all’aggiornamento delle capacità e delle competenze dei professionisti del settore.

Come tutelare il patrimonio culturale dal cambiamento climatico 

Ciri edilizia e costruzioni dell’università di Bologna  e tecnopolo di Ravenna partecipa con un team di ricerca multidisciplinare al progetto europeo Shelter, nato nel 2019 e finanziato nell’ambito del programma per la ricerca europea Horizon 2020, con l’obiettivo di studiare rischi ed effetti sul patrimonio culturale e naturale indotti dai recenti cambiamenti climatici, per aumentarne la resilienza e garantirne la valorizzazione e la fruizione.

Il tecnopolo di Ravenna è sia partner tecnico-scientifico, che coordinatore di uno dei cinque laboratori che si occupano dello sviluppo delle attività del progetto su scala locale. In particolare, infatti, le attività di unità del Ciri – tecnopolo di Ravenna si focalizzano sul caso di Santa Croce, noto in particolare per la chiesa, che si colloca nella buffer zone del sito Unesco di San Vitale.

Qui i ricercatori stanno studiando e monitorando il sito per identificare e valutare le criticità specifiche di quest’area alla luce dei numerosi rischi presenti e definire così strategie di gestione integrata finalizzate a migliorare la resilienza del luogo patrimoniale, che potranno poi essere replicate anche in altri siti di interesse culturale colpiti da problemi analoghi.

La rivoluzione green dell’edilizia 


Il centro di ricerca interdipartimentale En&Tech del tecnopolo di Reggio Emilia partecipa al progetto IMPReSA Impiego di materiali plastici da riciclo per calcestruzzi strutturali e alleggeriti. L’obiettivo del progetto, che nasce dalla sinergia tra le competenze scientifiche di quattro centri di ricerca e l’esperienza di importanti aziende presenti in Emilia-Romagna, è dare una risposta alla grande richiesta di materiale da costruzione che sia anche sostenibile, nell’ottica di un’economia circolare.

Il progetto IMPReSA  studia l’utilizzo di materiale plastico non riciclabile per la produzione di malte cementizie e calcestruzzi per raggiungere due obiettivi: da un lato ridurre il volume di materiali inerti naturali generalmente utilizzati ed il loro successivo trattamento (come sabbia e ghiaia), dall’altro favorire l’impiego di materiale plastico altrimenti non riutilizzabile. Ne è un esempio concreto il materiale per edilizia realizzato rinforzando una malta cementizia con fibre plastiche di riciclo derivanti dallo smaltimento di tappeti in erba sintetica per uso sportivo. Ma non solo: i ricercatori, infatti, stanno cercando anche soluzioni che prevedano l’utilizzo, come agente alleggerente, del carbone vegetale prodotto dalla combustione di scarti legnosi o erbacei.

Il team di ricerca del Tecnopolo di Reggio Emilia in particolare ha studiato le principali proprietà fisico-chimico-meccaniche dei rifiuti plastici di difficile reimpiego forniti dalle aziende partner, contribuendo alla valutazione di fattibilità industriale finale e alla quantificazione dei vantaggi tecnologici ed ecologici di questi materiali innovativi per l’edilizia, in un’economia fondata sul ciclo di vita dei prodotti.

Le competenze nel settore dell’edilizia e costruzioni del futuro


Il tecnopolo di Ferrara, tramite l'università di Ferrara, è partner del progetto ID4Ex (Immersive Design for Excellence), finanziato nell’ambito del programma Erasmus + partenariati di cooperazione per l’innovazione.

ID4Ex ha l’obiettivo di supportare l’aggiornamento delle capacità e delle competenze dei professionisti del settore edilizia e costruzioni, per far fronte al bisogno sempre più attuale di ripensare luoghi e spazi di lavoro, in un’ottica di sviluppo sostenibile e transizione digitale.

In particolare, il progetto adotta metodi e strumenti innovativi come key enabling technologies (KETs), realtà virtuale (VR), immersive interactive experience (IIE), e 3D modelling avanzato, per digitalizzare il settore, e quindi incrementare l’efficienza degli interventi, ma anche l’innovazione dei progetti di recupero e restauro del patrimonio costruito.

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pubblicato il 2022/11/08 16:36:19 GMT+1 ultima modifica 2022-11-08T16:36:19+01:00

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