Data valley

Cosa fa la Regione

La gestione e l’analisi di grandi quantità di dati ha un potenziale enorme, per le imprese, l’industria, gli enti pubblici e l’intera società. Estrarre valore dai Big Data per il benessere delle persone e per aumentare la competitività del sistema produttivo è la sfida che bisogna affrontare.

Alle soglie del 2020 in Emilia-Romagna si concentra il 70% della capacità di calcolo e di storage nazionale, con migliaia di ricercatori coinvolti. La Regione passerà a breve dalla 19ma alla 5a posizione nella classifica mondiale, diventando di fatto la Data Valley europea, baricentro internazionale per lo studio e le applicazioni in materia di Big Data e Intelligenza Artificiale in aree strategiche per lo sviluppo economico e sociale, quali Industria 4.0, Meteorologia e Cambiamento climatico.

Verso l’economia dei dati

Questo risultato è frutto di una precisa politica intrapresa in questi anni a sostegno dell’economia dei dati che, valorizzando una concentrazione di infrastrutture, competenze e potenza di calcolo unica a livello nazionale e con pochissimi eguali al mondo, ha portato al costituirsi di un’Associazione Big data e a nuove e decisive acquisizioni. Prima fra tutte il Data Center del Centro Europeo per previsioni metereologiche di medio termine (ECMWF) che, in base agli accordi internazionali ratificati nel dicembre del 2017 e a seguito di un investimento di 52 milioni di euro (risorse nazionali, regionali ed europee), nel 2020 si insedierà a Bologna.

Il Big Data Technopole di Bologna

La sede designata per la collocazione del Data Center dell’ECMWF è il Big Data Technopole di Bologna, ex Manifattura Tabacchi della città, disegnata dall’architetto Pierluigi Nervi, un’area che ha un’estensione complessiva di circa tredici ettari, di proprietà della Regione Emilia-Romagna.

Grazie a una partnership CINECA-INFN, nella stessa sede sarà localizzato Leonardo, uno dei tre supercomputer di prossima generazione - pre-exascale - cofinanziati dall’Unione europea nell’ambito del Joint Undertaking EuroHPC del valore di 240 milioni di euro.

Oltre  al Data Center del ECMWF e al  il supercomputer Hpc Leonardo, avranno sede nel Tecnopolo la nuova Agenzia nazionale ItaliaMeteo, istituita per consolidare anche nel nostro paese quelle strutture necessarie ad affrontare il più globale dei temi oggi alla nostra attenzione, il Centro di competenze Industria 4.0 BIREX,  finalizzato a cogliere i nuovi trend dell’innovazione industriale e promuovere il trasferimento tecnologico;  le biobanche dell’Istituto Rizzoli, centro mondiale della ricerca non solo sulle protesi ossee, ma anche sui materiali biocompatibili, sui sensori e sulle connessioni neurali, Arpae Emilia-Romagna, Enea, piccole  e grandi imprese.

L’Emilia-Romagna parteciperà inoltre alla rete NEREUS, la rete europea delle regioni che usano le tecnologie spaziali, in virtù dell’insediamento a Bologna della direzione del Cherenkov Telescope Array, il più grande osservatorio raggi gamma del mondo.

 

La legge regionale

Per attuare questo imponente progetto strategico la Regione Emilia-Romagna si è dotata di una legge ad hoc, legge regionale 7/2019 Investimenti in materia di Big Data, intelligenza artificiale, meteorologia e cambiamento climatico, che rappresenta in Italia il primo atto di orientamento strategico regionale in riferimento ai temi dell’economia dei dati. La legge dà inoltre il via definitivo alla Fondazione Big Data for Human Development costituita da istituzioni scientifiche regionali, nazionali, internazionali e imprese per attrarre talenti e investimenti sulle nuove tecnologie. Obiettivo è sostenere la più ampia collaborazione con i grandi centri di ricerca di livello regionale, nazionale, europeo e internazionale, elaborare scenari di medio e lungo termine sugli sviluppi delle scienze e delle tecnologie e raccomandazioni sul fronte della formazione superiore, della ricerca e dell’innovazione.

Formazione per le alte competenze

Sul fronte della formazione, la Regione ha promosso con gli atenei regionali l’attivazione di nuovi corsi di laurea in ingegneria dell’intelligenza artificiale e di nuovi percorsi post-laurea. Finanzia dottorati di ricerca nell’ambito dei Big Data e corsi di formazione rivolti ai neolaureati in tutte le discipline per acquisire le conoscenze e le competenze per gestire la complessità, adottare nuovi paradigmi decisionali e saper accedere e utilizzare dati e informazioni. Sostiene laboratori e infrastrutture di ricerca e innovazione, a diretto supporto dello sviluppo di applicazioni per l’industria e la pubblica amministrazione.

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pubblicato il 2019/10/22 10:42:18 GMT+1 ultima modifica 2019-10-22T10:42:19+01:00

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