Oltre 29 milioni di euro a sostegno della rete commerciale dell'Emilia-Romagna

A Bologna focus sul settore con operatori e associazioni

Valorizzazione dei centri commerciali naturali nelle città, qualificazione degli esercizi per migliorare attrattività e competitività, innovazione digitale e più facile accesso al credito: sono gli obiettivi delle azioni compiute dalla Regione per sostenere il comparto del commercio e dare nuova energia a un settore strategico per le città e le comunità dell’Emilia-Romagna. Se ne è parlato il 28 novembre 2019 a Bologna con operatori e associazioni in occasione del convegno Il futuro del commercio organizzato dall'ente di viale Aldo Moro in collaborazione con Art-ER, la società regionale per la crescita e l’innovazione. L'incontro è stato anche l'occasione per presentare il nuovo bando regionale a favore di negozi, bar e ristoranti, che per la prima volta prevede contributi diretti agli operatori commerciali.

I numeri del commercio in regione

Degli oltre 72mila esercizi commerciali dell‘Emilia-Romagna, al 31 dicembre 2018, 65mila sono esercizi di vicinato, ovvero negozi con superficie inferiore ai 150 mq, 4950 i minimarket, 2325 i supermercati e 131 i megastore. La spesa media mensile per consumi delle famiglie nel 2018 è stata di 2900 euro, dato significativamente al di sopra di quello nazionale. Il commercio al dettaglio in sede fissa vale il 3,3%dell’economia regionale e il 6,8% dell’occupazione totale, mentre dettaglio più ingrosso valgono l’11,1% del totale regionale e il 14,3% degli occupati. Nell’arco dell’ultimo decennio sia il commercio totale (ingrosso più dettaglio), sia il commercio al dettaglio in sede fissa in termini occupazionali hanno recuperato il numero degli addetti del pre-crisi, riacquistando terreno rispetto all’economia complessiva regionale.
Nel decennio 2009/2019, anche in Emilia-Romagna, sia pure in maniera minore rispetto al contesto nazionale, il settore del commercio ha risentito degli effetti negativi della crisi, legata sia al calo dei consumi interni a livello nazionale sia alle modificazioni degli stili di acquisto e all’avvento dei grandi operatori del mercato on-line che operano a livello globale. Il settore ha visto un ridimensionamento dei propri numeri, soprattutto con riferimento agli esercizi di vicinato, ovvero i piccoli esercizi commerciali tradizionali, che rivestono un ruolo fondamentale, per lo sviluppo economico e sociale delle città e per l’attrattività turistica dei territori e dei centri storici in particolare. Dai dati della ricerca di Art-ER, emerge che le unità locali di commercio in sede fissa nel 2017 erano 53.865 per 149.266 addetti, valori sostanzialmente in linea con quelli pre-crisi (2008).
Anche il commercio su aree pubbliche, che con 730 mercati, 8.620 imprese e 13.026 addettirappresenta ancora una parte importante del commercio al dettaglio, sta attraversando un periodo di difficoltà, aggravato anche all’incertezza creata dalla ormai famosa direttiva Bolkenstein, sulle concessioni dei posteggi, su cui la Regione è intervenuta portando avanti, attraverso i bandi pubblici, il rinnovo delle concessioni. In controtendenza il settore dei pubblici esercizi, che fino ad ora ha visto un’espansione soprattutto grazie all’incremento dei flussi turistici, seppure con una leggera flessione nell’ultimo anno.

I commenti

“Sappiamo bene l’importanza che ha il commercio per lo sviluppo del territorio regionale - ha affermato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, aprendo i lavori del convegno a Bologna - tanto che in questa legislatura abbiamo stanziato oltre 29 milioni di euro per sostenere e qualificare la rete commerciale, distributiva e dei servizi. Le nostre azioni per migliorare e promuovere le aree del commercio hanno seguito diverse direzioni con l’obiettivo comune di sostenere negozi e pubblici esercizi, spesso punti di riferimento per l’identità delle nostre città, per rilanciare consumi, offrire sicurezza e luci accese in ogni strada. Ogni vetrina spenta è infatti un pezzetto di comunità in meno. Il nostro impegno resta dunque quello di aiutare gli esercenti attraverso nuovi strumenti e incentivi per difendere il loro lavoro a beneficio di tutti i cittadini”.
Al nuovo bando regionale sul commercio - ha aggiunto l'assessore Corsini - si intende dar seguito nella prossima legislatura, con una più profonda riforma delle norme regionali del commercio, agendo su diversi fronti: la semplificazione delle regole, le politiche attive e di incentivazione per lo sviluppo e l’innovazione delle attività commerciali e la promozione”. 
Gli interventi di Roberto Righetti direttore di Art-Er, Marco Leoni di Emilia-Romagna Incoming e Marco Pasi di Confesercenti, hanno approfondito l’analisi del settore in Emilia-Romagna. Sulla qualità e l’attrattività degli esercizi commerciali nei contesti urbani e sulla qualificazione del commercio su aree pubbliche sono intervenuti i presidenti regionali di Confcommercio Enrico Postacchini e di Confesercenti Dario Domenichini.

Le strategie della Regione a sostegno del settore

Diverse le azioni messe in campo in questa legislatura dalla Regione per aiutare il settore a recuperare terreno dopo la grande crisi economica del 2008 a partire dalla valorizzazione dei centri commerciali naturali storici e urbani e dalla qualificazione delle aree dei mercati. Nel periodo 2015-2018 sono stati finanziati progetti di marketing del territorio e investimento realizzati dagli Enti locali con un contributo di 7,6 milioni di euro. La promozione delle aree commerciali, attraverso i Centri di assistenza tecnica delle associazioni (Cat), si è tradotta in 71 progetti per 1,2 milioni di euro di contributi. Per incentivare la competitività degli esercizi commerciali e migliorarne l'attrattività delle imprese commerciali, sono stati stanziati circa 7,1 milioni di euro nel 2017 e 2018 a fronte di 21 milioni di euro di investimenti ammessi. L’impegno per l’innovazione e la digitalizzazione degli esercizi commerciali si è concretizzato in contributi alle imprese per oltre 1,7 milioni di euro. L’accesso al credito, una delle leve strategiche per la crescita,ha vistoinvestimenti delle imprese del settore commerciale e turistico per oltre euro 11 milioni di euro dal 2015 al 2019 attraverso il sistema dei consorzi fidi e delle cooperative di garanzie operanti sul territorio. Un intervento specifico poi è andato alle zone montane e rurali con investimenti per 800 mila euro per l’insediamento e lo sviluppo degli esercizi polifunzionali. Da ultimo il nuovo bando regionale da 4 milioni di euro con contributi diretti agli operatori commerciali.

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