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Rifiuti speciali: intesa tra Regione, imprese e gestori degli impianti

Priorità alle esigenze di smaltimento delle aziende dell'Emilia-Romagna

La Regione Emilia-Romagna, i gestori degli impianti di smaltimento e trattamento dei rifiuti speciali e le imprese hanno raggiunto un’intesa per arrivare in tempi rapidi a “misure gestionali” e “capacità di trattamento” che rispondano in primo luogo “ai fabbisogni del territorio emiliano-romagnolo", come si legge nel Verbale d’intesa sottoscritto il 19 dicembre 2018 dal presidente della Regione Stefano Bonaccini con i vertici regionali di Confservizi, Agci - Associazione generale cooperative italiane, Cia - Agricoltori italiani, Cna - Confederazione nazionale artigianato e piccola e media impresa, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Copagri, Legacoop e Unci - Unione nazionale cooperative italiane in viale Aldo Moro a Bologna.

I firmatari hanno avviato un tavolo permanente per monitorare l’efficacia delle misure. L’attività prevede anche specifici momenti di approfondimento e di indirizzo generale all’interno del Patto per il Lavoro, l’organismo voluto dalla Regione con tutte le parti sociali, oltre a enti locali, università e associazioni, per politiche condivise che puntino a creare sviluppo e nuova, buona occupazione. Prima ancora di queste misure la Giunta regionale aveva già approvato la delibera che velocizza l'iter autorizzativo per l'incremento delle quantità di rifiuti che è possibile stoccare negli appositi siti in Emilia-Romagna, fino ad un massimo del 3%. Atto per il quale l'Agenzia regionale per la prevenzione ambientale e l'energia (Arpae) è chiamata a dare precedenza e assoluta priorità alla valutazione delle richieste di incremento, sempre e solo con la piena garanzia delle condizioni di sicurezza e del rispetto della normativa ambientale. Nell’accordo raggiunto, prima ancora delle misure che verranno adottate, Regione, imprese e gestori condividono anche “la necessità di dare coerente attuazione all’impiantistica di smaltimento prevista dal Piano regionale di gestione dei rifiuti”.

Il commento

“Si tratta di un’Intesa molto importante - ha commentato il presidente Bonaccini -, decisamente innovativa nei contenuti e negli impegni, che fa squadra tra gli attori e tiene in equilibrio economia e ambiente. Stante l’attuale legislazione nazionale, i rifiuti prodotti dalle imprese sono a libero mercato e dunque non pianificabili. Le imprese ci hanno però lanciato un grido d’allarme perché il meccanismo si è inceppato: da un lato si sono chiusi alcuni mercati esteri che assorbivano i nostri rifiuti speciali, facendo schizzare i prezzi alle stelle; dall’altro lato c’è la cronica carenza di impianti del nostro Paese; infine il Governo, anziché correre ai ripari, si divide ideologicamente tra favorevoli e contrari agli impianti. Per questa ragione abbiamo dapprima autorizzato ampliamenti degli stoccaggi, mentre ora, per la prima volta, proviamo a meglio programmare la capacità dei nostri impianti e ad assicurare spazi aggiuntivi e prioritari per le imprese dell’Emilia-Romagna. Contemporaneamente, lavoriamo tutti insieme per costruire o consolidare filiere che rafforzino la circolarità della nostra economia. Sono tutti passi avanti rispetto alla situazione attuale, nella speranza che prima o poi anche il Governo batta un colpo”.

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Pubblicato il 27/12/2018 — ultima modifica 27/12/2018
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