giovedì 21.06.2018
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L’azienda Martini Concordia di Modena dichiara fallimento

L'assessore Costi e il sindaco Prandini: grande amarezza, presto nuovo incontro

Non ha una buona conclusione la lunga vertenza della Martini di Concordia. “Abbiamo appreso con amarezza della dichiarazione di fallimento dell’azienda, decretato dal Tribunale di Modena, atto conseguente dopo la sorprendente notizia della non avvenuta formalizzazione della cessione di ramo d’azienda alla Coemar Lighting di Castiglione delle Stiviere. Abbiamo immediatamente preso contatto col curatore fallimentare per preparare un incontro del tavolo di salvaguardia occupazionale. Questi sono giorni dolorosi per una comunità che nella ricorrenza dei sei anni dal sisma rivive un dramma collettivo e che non deve essere gravata da ulteriori ansie per il futuro lavorativo di almeno 50 famiglie”, hanno commentato l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi e il sindaco di Concordia Luca Prandini a proposito dell’esito della crisi che ha coinvolto la Martini, nota azienda di illuminotecnica sita nel modenese.
La mancata formalizzazione della cessione del ramo di azienda era un passaggio che, dopo la firma dell’accordo con le organizzazioni sindacali per il trasferimento del personale, sembrava essere l’atto conclusivo di una lunga vertenza che avrebbe dovuto concludersi con il proseguo della attività nel sito di Concordia e la tutela di gran parte della occupazione. “Questo era e rimane l’obiettivo che le Istituzioni hanno sempre prefigurato e favorito nel corso degli incontri avvenuti sia in Municipio a Concordia che presso gli uffici regionali dell’Assessorato alle Attività produttive”, hanno detto assessore e sindaco. Costi e Prandini ritengono “necessario comprendere a fondo quali siano i fatti recenti che hanno impedito la conclusione positiva della cessione di ramo d’azienda, ma oggi è importante ripristinare nel più breve tempo possibile un percorso  in grado  di garantire il futuro a una storia aziendale radicata in un territorio già fortemente colpito dal sisma del 2012. I lavoratori che hanno pazientemente sofferto questa lunga attesa meritano delle risposte e soprattutto una soluzione praticabile e certa”.

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Pubblicato il 06/06/2018 — ultima modifica 06/06/2018
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