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Rapporto 2014 dell'Osservatorio Green Economy regionale: un settore in crescita

L’analisi di Ervet rileva oltre 2.200 imprese green, un buon tasso di certificazioni ambientali e assunzioni

La Regione Emilia-Romagna continua il percorso di approfondimento delle dinamiche di sviluppo delle imprese green del territorio per definire al meglio le proprie politiche, anche in relazione al Programma operativo regionale Fesr 2014-2020. Tra gli strumenti messi in campo per monitorare la green economy emiliano-romagnola, che registra numerose imprese e organizzazioni di diversi settori che coniugano l’innovazione con la sostenibilità ambientale e lo sviluppo economico, si distingue l'Osservatorio Green Economy, attivato e gestito da Ervet Spa, che il 12 marzo 2015 a Bologna ha presentato il Rapporto 2014 con le ultime analisi e tendenze.

La premessa dell'assessore Palma Costi

“Lo sviluppo dell’economia verde rappresenta per la Regione Emilia‐Romagna una priorità, più volte ribadita nei propri documenti di programmazione e nei propri comportamenti operativi – ha dichiarato Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive, nella premessa del documento dell’Osservatorio GreenER -. Lo è a maggior ragione in questo momento, in cui molto importante può essere il contributo di questa filiera alla produzione di nuovi e buoni posti di lavoro”.

Le imprese green dell’Emilia-Romagna: i settori

Oltre 2.200 imprese green censite nel 2014; primo posto per tasso di certificazioni ambientali delle aziende e significativa crescita del numero di lavoratori assunti nel settore, nonostante la crisi economica: i dati più rilevanti del Rapporto GreenER 2014 mettono in luce una regione in cui la green economy è in netta crescita. Nel dettaglio le imprese green sono 400 in provincia di Bologna, 342 a Modena, 335 a Reggio, 246 a Ravenna, 237 a Parma, 229 a Forlì-Cesena, 171 a Ferrara, 142 a Rimini, 101 di Piacenza. I settori produttivi sono diversi e vanno dall’agroalimentare, settore leader nel territorio regionale per numero di aziende verdi (741), a settori emergenti come quello delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica (216), sino a settori tradizionalmente legati alla tutela dell’ambiente come la bonifica dei siti (64), il ciclo dei rifiuti (358) e quello idrico (200), la gestione di aree verdi (48). A questi si affiancano settori che mostrano segnali di una riconversione verso produzioni più pulite, ad esempio la mobilità sostenibile (156), l’edilizia (244) e la meccanica allargata (105).

Ogni settore ha caratteristiche specifiche, come quello emergente della bioedilizia o quello della valorizzazione degli scarti agricoli per la produzione di energia. Nel Rapporto GreenER 2014 si rilevano le tendenze di evoluzione green dei settori tradizionali come quello della moda e del tessile, che si riconducono al mondo green quando utilizzano tecnologie per ridurre l’impatto ambientale del processo (ad esempio per il lavaggio o la colorazione delle fibre) o quando ricorrono a tessuti e materiali naturali.Al panorama della green economy, che fa riferimento al sistema industriale si affiancano le diverse realtà che operano nel mondo del biologico o del forestale, i liberi professionisti o le società operanti nel campo della certificazione energetica.

Distribuzione territoriale e performance economiche

Le aziende monitorate dall’Osservatorio GreenER regionale sono concentrate principalmente lungo la via Emilia. Oltre la metà sono localizzate tra le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, seguite con un certo distacco da Ravenna, Parma, Forlì‐Cesena, Ferrara, Rimini e Piacenza. Per analizzare le performance economiche delle imprese green della regione l’Osservatorio Green Economy ha individuato un panel di 640 imprese manifatturiere monitorate nel triennio 2010-2012. Il dato più interessante riguarda la capacità di resistenza alla crisi economica: il fatturato di queste aziende ha visto una variazione superiore di quasi tre punti percentuali (quasi +3%) rispetto alla variazione di fatturato del settore industriale della regione.

Green jobs: +13,3% di assunzioni nel 2013

Il Rapporto evidenzia dati positivi anche per quanto riguarda le assunzioni, i cosiddetti green jobs. Nonostante un leggero ritardo iniziale rispetto al livello nazionale, la quota percentuale delle assunzioni green sul totale delle assunzioni non stagionali risulta in costante aumento sino ad aver raggiunto, nel 2013, un valore superiore al dato nazionale e al dato del Nord-Est Italia. Interessante notare inoltre che per l’Emilia-Romagna tale valore sia incrementato di oltre 5 punti percentuali negli ultimi 5 anni, passando dall’ 8,2% del 2009 al 13,3% del 2013.

Certificazioni ambientali

Certificazioni energetiche“Le certificazioni sono elemento trainante della green economy regionale nonché termometro della sensibilità ambientale del sistema imprenditoriale”, si legge nel Rapporto 2014 GreenER. Le certificazioni ambientali di processo si sono diffuse soprattutto nelle regioni del Nord-Italia, in particolar modo lo standard internazionale ISO 14001. Anche le certificazioni ambientali di prodotto, nonostante un’evoluzione più lenta, hanno continuato ad aumentare (+52% per le etichette EPD; +12,5% per il marchio Ecolabel; +8% per le catene di custodia PEFC e +2% per le catene di custodia FSC), e ancora di più le certificazioni per responsabilità sociale d’impresa e la sicurezza dei lavoratori (+13% per lo standard SA8000 e +18% per lo standard OHSAS18001). Positivo anche l’andamento delle certificazioni ambientali delle organizzazioni (+4% per ISO 14001), mentre sono rimaste stabili quelle per la qualità (ISO 9001) e ha registrato una flessione il marchio ambientale europeo Emas (-3%).

Approfondimenti e contributi

L’edizione 2014 del rapporto GreenER è stata arricchita con una serie di approfondimenti ritenuti prioritari e attuali per incrementare la conoscenza su potenzialità e prospettive di sviluppo della green economy in Emilia-Romagna: la programmazione dei fondi comunitari 2014‐2020 e la smart specialization strategy, la nuova legge regionale sull’attrattività per attirare investitori, la bioeconomia, la chiusura dei cicli produttivi compreso il recupero dei rifiuti. Sulla legge regionale su “Attrattività, competitività e promozione degli investimenti in Emilia‐Romagna”, in particolare, è stato intervistato Roberto Righetti, direttore di Ervet spa, mentre Attilio Raimondi del Servizio Energia ed economia verde della Regione Emilia-Romagna illustra nel Rapporto GreenER le prospettive legate alla prossima programmazione dei fondi comunitari 2014‐2020.

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Pubblicato il 23/03/2015 — ultima modifica 24/03/2015
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