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Al Tecnopolo di Parma sei laboratori di ricerca applicata

A settembre 2015 in programma il taglio del nastro al Campus universitario

Il Tecnopolo di Parma, in aggiunta al già realizzato Padiglione delle Prove materiali e del Trasferimento tecnologico, rappresenta un ulteriore tassello che contribuisce alla realizzazione del Polo dell’Innovazione previsto dallo scenario insediativo di Mastercampus, secondo l’ottica di uno sviluppo integrato tra componenti produttive e di ricerca applicata complementari alle attività didattico formative e di ricerca di base già presenti nei dipartimenti scientifici del Campus della città ducale.
 La struttura, che fa parte - come gli altri Tecnopoli della regione - della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna, ha accolto il 15 luglio 2015 la quinta tappa del Roadshow Emilia-Romagna Innovazione e territorio, promosso da Aster per illustrare i servizi dell'ente e i nuovi bandi del Por Fesr 2014-2020.

Origini e struttura

Un anno di lavori e 6.920.000 euro d’investimento - di cui 4.844.000 euro a carico della Regione Emilia Romagna attraverso i fondi  del Por Fesr 2007-2013 e 2.076.000 euro a carico dell’Università di Parma – hanno dato vita a una grande struttura per la ricerca applicata, in gestione ai dipartimenti di ingegneria, all’interno del Campus universitario a sud della città ducale. L’edificio è pronto a ospitare ben sei Centri interdipartimentali di ricerca dell’Università di Parma applicati ai settori della meccanica, della qualità e della sicurezza alimentare, del packaging, della tecnologia e della chimica  farmaceutica, dell’informatica.

I laboratori

Il Tecnopolo di Parma sarà la sede di sei laboratori. Nel settore agroalimentare operano Siteia Parma - Sicurezza Tecnologie Innovazione Agroalimentare, che offre alle imprese del comparto alimentare e meccano-alimentare il supporto per lo sviluppo di nuovi prodotti e processi, per la caratterizzazione e selezione delle materie prime, per la progettazione e validazione di macchine e impianti per la produzione ed il confezionamento degli alimenti; Cipack – Centro interdipartimentale packaging, promuove e coordina attività di ricerca di base e applicata legate al mondo del packaging e dell'imbottigliamento, in particolare per il settore agroalimentare e farmaceutico; il Cim – Centro interdipartimentale misure, che da 40 anni mette a disposizione di Istituti e Dipartimenti dell'Università degli Studi di Parma strumentazioni di misura all'avanguardia, oltre a promuovere la conoscenza e l'impiego di nuove metodiche di misura, nell’ambito agroalimentare si occupa dell’applicazione della Risonanza Magnetica Nucleare (NMR) per la qualità e la sicurezza degli alimenti trasformati. Nell’ambito delle Scienze della vita è attivo il Comt – Centro interdipartimentale di oncologia molecolare e translazionale, composto da 7 Unità Operative di alta specializzazione e con competenze tecnico-scientifiche ampiamente documentate nel settore della biologia, diagnosi e cura dei tumori (le linee di ricerca e sviluppo del Comt spaziano
dall'individuazione di nuovi metodi per la prevenzione dei tumori allo svluppo pre-clinico di nuovi agenti terapeutici); Biopharmanet Tec – Centro interdipartimentale per l’innovazione dei prodotti per la salute, che realizza progetti di ricerca industriale e precompetitiva nell’ambito del drug discovery, drug delivery, drug development, farmacologia e tossicologia sperimentale, biochimica e biologia molecolare, ingegneria farmaceutica e tecnologia di processi e tecnologie del DNA ricombinante (il Centro è attivo nello sviluppo di processi di fabbricazione di nuovi composti, piattaforme di delivery e nelle nano tecnologie farmaceutiche). Nel settore Ict & Design, infine, si distingue RFID&Vis-Labs – Centro interdipartimentale sulle tecnologie d’identificazione in radiofrequenza e con visione artificiale, indirizzato al trasferimento tecnologico e alla ricerca industriale per tecnologie di frontiera, in particolare della tecnologia RFID (Radio Frequency Identification) e della visione artificiale ai diversi settori industriali, tra cui in particolare il settore dei beni di largo consumo, i settori del tessile, moda, abbigliamento e della mobilità e della logistica urbana intelligente.


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Pubblicato il 03/08/2015 — ultima modifica 03/08/2015
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